Il birrificio di Protivín ha cinque secoli di storia alle spalle. Cinquecento anni di storia che oggi sono nelle mani del mastro birraio Milos Musil e dei suoi collaboratori. Un’eredità importante, una responsabilità che è possibile portare avanti con successo, giorno dopo giorno, grazie ad alleati unici: gli ingredienti. Non serve andare lontano, infatti, per rifornirsi dei migliori elementi da unire sapientemente per continuare la tradizione delle birre di Protivín.

«Produciamo birra ancora con il metodo tradizionale – racconta Milos Musil – facendola ancora fermentare in grandi vasche a cielo aperto, senza usare surrogati, ma esclusivamente con ingredienti provenienti dalla nostra terra, acqua da nostre fonti artesiane, il famoso luppolo di Zatec, e il malto delle malterie morave».

Semplice. Non servono molte parole per esprimere i punti cardinali di un mastro birraio boemo. Musil seleziona e miscela gli ingredienti in un birrificio che data le prime testimonianze documentali addirittura al 29 novembre 1540. Quel giorno Jan Perštejn donò i tutti i poderi, birrificio compreso, a Ondrej Ungnado e sua moglie Bohunka di Protivín.

Il birrificio passò poi nelle mani della famiglia principesca di Schwarzenberg, nel 1711. Passati nelle vasche altri 180 anni di produzione birraia, nel 1892, furono introdotte due importanti innovazioni. Al posto dello zuccherificio esistente fu costruita una grande maltiera, ma soprattutto si testò con successo il metodo Nathan, che utilizzava l’anidride carbonica sviluppata dalla fermentazione di base. Così la birreria divenne leader per innovazione tecnologica.

Il periodo più noto nella storia del birrificio di Protivín venne di lì a poco, a cavallo del 1900. A quel tempo la birra era esportata anche oltreoceano e poteva contare su propri magazzini a Praga, Pilsen, Vienna, Trieste, Zagabria, Berlino e New York.

Il periodo d’oro finì durante la prima guerra mondiale e nel 1948 la società fu nazionalizzata. Tra il 1950 e il 1952, la birreria venne accorpata alla società statale Birrifici Jihoceské, con sede a Ceské Budejovice. Dal 1953 al 1955 fu temporaneamente in mani private, ma tre anni dopo tornò allo Stato, che la controllò fino alla caduta del muro di Berlino. Nel 2000 il birrificio divenne proprietà della città, che, per garantire il prosieguo della tradizione plurisecolare, lo affidò a nuovi proprietari.

Di seguito il video dell’intervista a Milos Musil (in ceco con sottotitoli in inglese).