Da circa un anno, a Genova, c’è un locale che è il frutto di una bella scommessa e il modo di riannodare quel filo invisibile che ha sempre legato la Liguria alla Spagna. Il Jalapeno, questo è il suo nome, ha fatto arrivare (o tornare) a Genova il gusto delle tapas – i piatti colorati tipici dell’aperitivo alla spagnola – ma in salsa ligure (come le panisse e le acciughe fritte) o con una spruzzata di gusto di varie parti del mondo: cous cous, insalate greche, con frutti di mare, mandorle, mele.

Per capire come sia possibile tutto questo, bisogna sapere che Jalapeno è nato dall’incontro di Pietro, genovese doc, e di Zea, la sua compagna galiziana, che hanno deciso di aprire un angolo di mondo a Genova anche grazie ad un progetto sostenuto dal Comune. Al Jalapeno, in pieno centro storico genovese, la multietnicità è di casa, grazie allo staff coloratissimo: il cuoco Richard Ruiz, ad esempio, è uruguaiano.

Ciò che contraddistingue il Jalapeno, oltre alla simpatia e all’atmosfera informale, è anche la grande varietà di gusti e porzioni. Tutti i piatti, che si possono gustare al tavolo o al banco – indifferentemente – sono ordinabili in diverse misure. La scelta, davvero, non manca: nel menu ci sono specialità genovesi, ma anche spagnole, sudamericane, greche, financo russe.

E poi ci sono le birre. Tante, buone e artigianali. Tra le quali non mancano Malastrana Bohemian beer e Klaster, ordinabili – come le altre birre – come “cana” – una misura tipicamente spagnola che sta a metà tra la nostra “piccola” e la “media”.

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