Il birrificio Klaster (parola che significa monastero) prende il nome appunto dal monastero dell’ordine cistercense che, nel XXII secolo, sorgeva dove oggi sorge il birrificio. Tutto ciò che rimane ai giorni nostri del monastero gotico è un ingresso con un magnifico portale, che si trova nel cortile dell’odierna birreria. L’esercito hussita, usando stratagemmi, conquistò il monastero il 30 aprile del 1420 e lo depredò irrimediabilmente, compresa la sua biblioteca, considerata una delle migliori del regno Ceco. Da allora, il monastero non fu mai più ristabilito.

A Klášter la produzione della birra iniziò nel 1570. Tuttavia, il birrificio non si trovava dove sorge attualmente, in cima alla collina, bensì ai suoi piedi. L’anno 1864 è cruciale in questa storia di produzione birraia. In quell’anno, infatti, la famiglia Waldstein vantava uno dei birrifici più moderni del tempo. Alla fine del XIX secolo, il birrificio Klášter era uno dei sette principali produttori cechi. E ancora oggi la birra viene prodotta nei locali creati più di un secolo e mezzo fa.

In epoca medievale, le cantine venivano scavate nella roccia a decine di metri di profondità, sotto il birrificio. Quelle cantine sono state poi utilizzate per la produzione stessa della birra, e ancora oggi la birra fermenta e matura in quegli spazi sotterranei.

E’ interessante raccontare un particolare beneficio che storicamente il birrificio portava alla comunità: il vapore e l’acqua calda di scarto erano riutilizzati per riscaldare delle serre, tenute da tre giardinieri, in attività fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Era usanza che, nel periodo natalizio, i dipendenti del birrificio portassero a casa, oltre al compenso, verdure fresche cresciute in quelle serre, che completavano in maniera del tutto inusuale la produzione dello stabilimento birraio.